PROVINCE/2. OK V COMM ARTT 1-4, CSX CONTESTA SU OBIETTIVI E STRANIERI
(ACON) Trieste, 17 giu - Bocce ferme, anzi fermissime. Dopo
un'intera mattinata di discussioni, tra chi si è detto pro
reintroduzione delle Province (la Giunta per nome e per conto
anche dei consiglieri del Centrodestra, oltre a Serena Pellegrino
di Avs) e chi fermamente contro (Pd, Patto per l'Autonomia-Civica
Fvg, M5S, Open Sinistra Fvg), aprendo i lavori pomeridiani la V
Commissione consiliare presieduta da Diego Bernardis (Fp) dopo
tre ore è riuscita ad entrare nel merito di soli 4 dei 76
articoli che formano il disegno di legge 86. In particolare il
primo, che dispone l'oggetto del provvedimento, ha avuto bisogno
di oltre due ore di dibattito per essere votato.
Serena PELLEGRINO (Avs) ha fatto presente che "un dibattito sugli
enti di ara vasta sta avvenendo anche in Parlamento, dove però si
ragiona sul superamento della legge Delrio (legge 56/2014),
mentre noi discutiamo degli Enti di decentramento regionale per
crearne altri, che la Giunta stabilisce elettivi". "È stata la
Corte Costituzionale - ha specificato l'assessore regionale
Pierpaolo ROBERTI - a invitare di ripristinare le Province ed è
la Costituzione a prevedere che siano elettive".
"Se per questo, la Consulta invita anche a legiferare sul fine
vita, eppure avete ignorato quell'invito", ha fatto presente di
rimando Massimo MORETUZZO (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), che
si è poi detto una volta di più "convintamente contro il
provvedimento. E non è serio non prefigurare delle scadenze per
arrivare ai risultati stabiliti, vedi le competenze da destinare
alle Province dopo che sono 8 anni che ne parlate". Per lui "la
situazione degli enti locali di 10 anni fa non è paragonabile con
quella di oggi".
Anche Francesco RUSSO (Pd) ha parlato in termini simili: "Dopo
anni che la annunciate, non raccontateci che non c'era una
riforma migliore di questa, incompleta e che non chiarisce il
punto essenziale: quale sia l'utilità delle Province".
Riforma che, per Manuela CELOTTI (Pd), "nasce senza il dovuto
coinvolgimento preventivo dei soggetti interessati; prima si
definiscono obiettivi e funzioni, poi si decide quale ente creare
e con quale assetto". Non accettabile, per la dem, neppure "che
non si sia voluto inserire il principio della doppia preferenza
di genere: la Regione, infatti, non è prevista, all'articolo 4,
tra gli enti (Comuni e Province) preposti a realizzare le pari
opportunità tra uomo e donna". "Qui si parla di enti locali, non
di legge elettorale, che per altro è statutaria", è stata la
risposta di ROBERTI.
Vocazione internazionale al centro dell'intervento di Diego
MORETTI (Pd), dove i rapporti di confine e la vocazione naturale
del Fvg andava non solo declamata, ma evidenziata dandole
maggiore concretezza.
BERNARDIS e Mauro DI BERT (Fedriga presidente) hanno invece
rimandato al mittente (Moretuzzo) l'accusa di non essere
partecipi ai dibattiti pubblici che si sono svolti al di fuori
delle mura consiliari di Trieste, presentando luoghi e date.
Altro punto che ha fermato l'attenzione dei consiglieri, ancora
un comma dell'articolo 4 in materia di tutela e integrazione
sociale, dove per primo Furio HONSELL (Open Sinistra Fvg) ha
parlato di "sentore di xenofobia se non si toglie la specifica
che Comuni, Province e Regione intervengono solo nei confronti
degli stranieri regolarmente soggiornanti, quando un sindaco ha
il dovere di pensare a tutti color che si trovano sul suo
territorio".
L'assessore ROBERTI ha quindi spiegato come sia "regolarmente
soggiornante lo straniero che dichiara di essere minore, oppure
che ha passato il confine e ha chiesto diritto d'asilo. Chi non
rientra in queste due ipotesi, vuoi perché non si è fatto
rintracciare dalla polizia o non si è presentato in Questura per
formalizzare la domanda, oppure ancora perché hai avuto un
diniego di soggiorno, è un irregolare". La spiegazione, però, non
ha convinto HONSELL, che ha rimarcato: "Ci si deve prendere cura
anche di chi ha ricevuto il foglio di via o di espulsione, ma è
ancora sul suolo italiano; stiamo parlando di esseri umani".
Per Carlo GRILLI (Fp), infine, "la Provincia, come un Comune, può
offrire servizi solo a chi è residente sul suo territorio, quindi
ciò che afferma Honsell si rifà ad una questione che necessita
altre soluzioni".
2 - segue
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